Il Teatro Romano

teatro Greco Romano                                                                                                                                                                                                                                                                 Quando durante le nostre attività culturali arriviamo all’ingresso del Teatro Romano, i nostri studenti ci guardano sempre con un pò di incredulità, questo perché difficilmente si potrebbe immaginare che in una delle vie principali di Catania, via Vittorio Emanuele II, sorge un teatro romano del I secolo d.C.

Il monumento, non visibile dalla via storica, alla sua vista lascia stupiti i turisti, ma anche i cittadini catanesi, per la sua vastità e struttura multiforme. Il teatro sorge sulle pendici meridionali della collina di Montevergine, divenuta in età greca sede dell’acropoli.

Come ben sapete, Catania è stata fondata da coloni greci nel 729 a.C., i romani solo successivamente decidono di costruire il teatro sulla preesistente struttura greca risalente al IV secolo a.C..

Solo alla fine del 1800, sotto i resti del teatro romano, si scoprirono due blocchi di pietra bianca con l’incisione “KAT” in alfabeto greco, confermando pertanto le notizie riportate nelle fonti.

attività culturale al teatro romano
I nostri studenti al teatro romano

Dopo il IV secolo il teatro fu abbandonato: venne depredato dai marmi, dalle decorazioni architettoniche e dalle statue che abbellivano la fronte della scena e il muro del pulpito.

Utilizzato per costruire abitazioni e persino una macelleria nell’area dell’orchestra (dai recenti scavi sono emerse ossa animali, di bovini, pollame e perfino ossa di cammello!), fino al XVIII secolo il monumento è ancora invaso dall’impronta dell’edilizia cittadina.

Tra le diverse abitazioni degne di nota ci sono: la “Casa del terremoto”, costruita all’interno del terzo ambulacro, corridoio coperto destinato al passeggio, e così chiamata in quanto gli ambienti della casa al momento del ritrovamento erano ricolmi per il crollo delle pareti durante il terremoto del 1693; la “Casa Liberti”, edificio borghese realizzato a fine Ottocento e adesso restaurato e adibito a museo: nella sua collezione si trovano materiali rinvenuti durante gli scavi tra cui lucerne, ceramiche e vasellame vario. Inoltre, dalla sua terrazza è possibile ammirare per intero la struttura teatrale e cogliere la sovrapposizione di fabbricati moderni.

Solo dopo l’ennesimo abbattimento effettuato da uno dei proprietari di un palazzo sorto all’interno della struttura per poter ampliare il suo immobile, la Soprintendenza di Catania prende in mano la situazione avviando dapprima una campagna di esproprio e demolizione degli edifici sorti, e in seguito varie campagne di scavo che verranno condotte negli anni ’50 e ’70 del secolo scorso e nei primi anni del 2000.

All’interno della struttura teatrale si possono ammirare una vasta cavea semicircolare, da cui si intravedeva il mare, di 98 metri e disposta su tre livelli, si stima potesse ospitare circa 7000 spettatori, un’orchestra, rivestita da decorazioni di marmi a intarsio, e spesso allagata dall’acqua proveniente dalla foce dell’Amenano e un pulpito, anch’esso decorato da marmi.

Durante gli scavi archeologici sono state ritrovate molte le decorazioni architettoniche e i marmi che adesso troviamo nell’antiquarium, struttura museale che sorge all’ingresso del Teatro e da cui si accede alle rovine: tra i reperti ritroviamo il gruppo scultoreo frammentario di “Leda col cigno”, copia romana di un originale del 360 a.C. dello scultore romano Timotheos e una lastra di marmo bianco scoperta negli scavi più recenti raffigurante un delfino, probabilmente divisorio per segnalare nella cavea la tribuna riservata al pubblico d’onore.

Infine, posto ad ovest del teatro sorge l’Odeon, un piccolo teatro di in pianta semicircolare, costruito dai romani tra la fine del I e la fine del II secolo d.C.. Il nome ᾠδείον, dal greco Odeion (canto), ci indica la sua funzione: solitamente era destinato a spettacoli canori quali gare musicali o audizioni. Anche l’odeion, come il teatro più grande, era rivestito di pietra lavica: questa era presente soprattutto nell’orchestra la quale era pavimentata da marmi colorati che, grazie al rosso dei mattoni e al nero della pietra lavica, dava un effetto scenico di policromia eccezionale.

Testo di Luana Indelicato

Informazioni aggiuntive:

Via Vittorio Emanuele, 262 – Catania

Orari di apertura: TUTTI I GIORNI DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 19.00 (ULTIMO INGRESSO 18.30)

Biglietto intero Euro 6,00

Biglietto ridotto Euro 3,00

Biglietto incluso per i nostri studenti

http://www.poloregionalecatania.net/teatro_antico/

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